Stati Ipocondriaci

STATI IPOCONDRIACI: dove c’è luce l’ombra è più nera.

(In piena catàbasi – Influenza: E.I.)

Respiro sofficemente affannoso.
le fughe delle piastrelle scorrono velocemente all’infinito.
Vene precarie conducono liquido precario. Il morbo scorre.
Il corpo è eroso placidamente, serenamente,
inconsciamente divorato dall’onda inconsapevole e morbosa dell’immaginario.
Appesi alla vitalità di un battito cardiaco.
Tachicardia: il tempo accelera l’erosione;
il cervello non controlla più il corpo;
il corpo si avvia veloce ad un volontario suicidio.
L’istinto di sopravvivenza è nel cervello.
Il corpo è massa che corre verso la decomposizione.

Sono sdraiata nel bianco, nella nebbia delle mie supposizioni.

L’angolo del soffitto, il punto dove le pareti si incontrano
e formano quella nota ombra,
è il rifugio del mio sguardo.

Fuori di me.

E’ la capanna dei miei stati paranoici, dalla quale dovrei fuggire,
ma che catalizzano la mia attenzione.
Ma è tutto bianco e non c’è strada da seguire.
Il rumore dell’erosione.

Dentro di me.

Polvere.
Il cancro è aggrappato alle pareti del mio corpo: non cerca fughe.
Le radici affondano a piene mani, tentacoli impietosi, nel mio sangue.

Sono sdraiata nel bianco, nella nebbia delle mie supposizioni.

Rosso. Bianco. Nero.

Non sento
più
nulla.